CRITICA DELL'INTERFACCIA


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lunedì, 12 maggio 2008
domande

Ma insomma i fatti riferiti in TV da Travaglio l'altra sera sono veri o falsi?

Se sono veri, perché tanto clamore per un giornalista che li dice, piuttosto che sui fatti stessi che riferisce (dopo che, oltretutto, già da qualche anno sono stati resi pubblici su carta stampata)? Più che il "diritto di replica", non avrebbe l'alta carica istituzionale, proprio perché è tale, il dovere di chiarire e dissipare inequivocabilmente tutte le ombre?

Se i fatti non sono veri, perché nessuno afferma che siano falsi?

E, a proposito di corretta informazione: nel caso (miracoloso) che un giorno la RAI chiamasse Lirio Abbate a parlarci di mafia nella TV generalista (quella di chi non legge né libri né giornali), potrebbe farlo solo in presenza di tutti i vari Mandalà e soci per non negare loro il diritto di replica?


E poi.
È l'alta carica a rendere specchiata la persona che la riveste e a lavare ogni ombra dalla sua storia, o invece occorrerebbe che le alte cariche fossero affidate a persone dalla storia senza ombre?

Postato da: AnnaSetari a 09:57 | link | commenti (3) |


Commenti
#1   12 Maggio 2008 - 12:34
 
Questo è quanto ho trovato in rete (fatti, non opinioni), e che si sapeva già:

Schifani è stato nel 1979 tra i fondatori della società Siculabrokers in cui ricoprì anche il ruolo di amministratore. Tra i soci di questa società, c'erano l'ex ministro degli Affari regionali Enrico La Loggia, Benny D'Agostino, Giuseppe Lombardo e Nino Mandalà[4][5][6] [7]. Benny D'Agostino è un imprenditore successivamente condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, Mandalà è stato condannato per mafia[8] ed è stato definito dai giudici il capocosca di Villabate[9], Lombardo è stato presidente e consigliere delegato della società di recupero crediti Satris[10] di cui erano soci i discussi esattori ed uomini d'onore della "famiglia" di Salemi Nino e Ignazio Salvo, arrestati da Giovanni Falcone nel 1984[11]. Nel 1992 Schifani insieme ad Antonio Mengano e Antonino Garofalo fonda la Gms, società di recupero crediti.

Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente proteus2000

#2   12 Maggio 2008 - 14:18
 
proteus!!!!
rassegnarsi bisogna... cercare un'altra verità...scende la sera!!!
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#3   12 Maggio 2008 - 14:28
 
La questione vera è:
perché mai in un paese democratico la TV dovrebbe ignorare ogni accenno a fatti inquietanti che riguardano gli uomini del potere, anche quando questi fatti sono già noti, essendo stati scritti (senza smentite) su giornali e libri?


A me pare che la risposta stia nel fatto che un paese in cui i libri e i giornali vengono letti solo da un'esigua e trascurabilissima minoranza, mentre la grande maggioranza riceve la sua informazione unicamente dalla TV, non può essere una vera democrazia.

E infatti questa maggioranza viene scrupolosamente tenuta nella sua ignoranza, e cioè all'oscuro di tutto ciò che non è gradito al potere (che controlla la TV).
Deve, per esempio, piangere per lo tsunami che ha colto anche un po' di turisti nostrani, e restare indifferente alla tragedia della Birmania; deve allarmarsi per i pedofili come per il massimo pericolo cui sono esposti i figli, e non curarsi di chi li deruba del loro futuro (o del fatto che la maggioranza degli abusi su minori viene commessa in famiglia).
Deve preoccuparsi della sicurezza (?) cambiando i portoncini del proprio condominio e affidandosi alle ronde padane, ma non deve curarsi del fatto che i profitti in questi anni sono andati aumentantando a scapito dei salari e che la vera sicurezza che manca è quella riguardo al futuro.
Deve pensare alla mafia come a un male inguaribile e un po' gonfiato con cui è meglio convivere (dialogando?) piuttosto che pretendere che lo si combatta.

Eccetera.
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