CRITICA DELL'INTERFACCIA


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giovedì, 31 gennaio 2008
Chi sarebbe disposto a scommettere su una qualche conseguenza?

Rete Quattro occupa frequenze che non le spettano.
Lo ha sentenziato la Corte di Giustizia UE di Lussemburgo
.

Lo si sapeva già. Ma fa piacere (anche se è difficile sperare che la cosa porti a qualche conseguenza) sentire questa evidente verità autorevolmente e pubblicamente ribadita. Secondo la Corte UE, il regime italiano di assegnazione delle frequenze per le attività di trasmissione radiotelevisiva «è contrario al diritto comunitario» perché «non rispetta il principio della libera prestazione dei servizi e non segue criteri di selezione obiettivi, trasparenti, non discriminatori e proporzionati».
(Ecco il testo della sentenza)

Chi volesse rinfrescarsi i ricordi, può trovare tutta la storia (che riguarda la controversia con "Europa7" cui spetterebbero da anni le frequenze occupate abusivamente da ReteQuattro) oltre che nel link su evidenziato (che rimanda a La Stampa), un po' in tutti i quotidiani.

Su Repubblica c'è anche un commento di Valentini, intitolato: La nemesi storica del cavaliere.

Postato da: AnnaSetari a 16:41 | link | commenti (2) |

mercoledì, 30 gennaio 2008
DOVE FINIRANNO I TESORETTI? due articoli del Sole24ore

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1. Andando al voto subito, dice il Sole24ore, i partiti incasserebbero fino al 2011 rimborsi elettorali doppi.
Per lo Stato ci sarebbe un aggravio di costi pari a circa 300 milioni di euro. "Una leggina ad hoc approvata con voto bipartisan a inizio 2006, poco prima di andare a votare, sancì il diritto dei partiti a continuare a incassare i rimborsi anche in caso di voto anticipato. Da qui l'affare: se la legislatura si esaurisce prima della sua naturale scadenza lo Stato deve comunque pagare le somme già maturate per tutti e cinque gli anni."
Leggi tutto.


2.Inoltre ecco che cosa andrĂ  perduto dei provvedimenti giĂ  presi dal governo uscente, se, come ormai sembra, si andrĂ  al dispendioso voto secondo la volontĂ  di Berlusconi & co(mplici).
Lo si legge per esteso in un articolo del 28 gennaio sempre su Il Sole24ore. Lo riporto qui di seguito:

Il nuovo welfare appeso alle deleghe
di Eugenio Bruno

Gli sconti per i lavori usuranti, certo. E poi il restyling dell'apprendistato, la riforma degli ammortizzatori sociali e il testo unico sulla sicurezza. Sono solo alcune delle novitĂ  all'orizzonte in materia di lavoro e previdenza, su cui la caduta dell'Esecutivo si sta per abbattere come una tagliola. Basti pensare che, delle 30 deleghe in scadenza (Comunitaria 2006 compresa), ben sei sono collegate al Welfare. Senza contare le disposizioni inattuate della Finanziaria 2008 e del Dl "milleproroghe".

Postato da: AnnaSetari a 08:15 | link | commenti (17) |
catastrofi, informazione

lunedì, 28 gennaio 2008
MARCIA SU ROMA

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«Milioni di italiani si riverserebbero a Roma se non ottenessimo presto di andare al voto».
Questo ha detto ieri Berlusconi alla vigilia del suo incontro col Presidente della Repubblica. E il TG1 lo ha ampiamente amplificato quasi fosse un appello, con relativo commento dell'IntelligenteF.

Nonostante ieri fosse la Giornata della Memoria, non ho sentito levarsi nessuna risposta adeguata da parte dei nostri. Il solo a sottolineare la gravità dell'affermazione berlusconiana è stato Pannella con un suo comunicato, ripreso oggi dall'Unità. Per il resto, per quanto riguarda le forze politiche, si tace. Si mostra di non dare peso alle parole.
Forse si aspetta la solita smentita, la solita accusa di "fraintendimento" ecc.
E certo, sì, i "milioni" sono una rodomontata. Però l'intenzione eversiva, e la minaccia verso il Presidente della Repubblica (e noi tutti) sono fatti reali.

Postato da: AnnaSetari a 08:34 | link | commenti (7) |

domenica, 27 gennaio 2008
storia nostra

Lo zio David guardava con disprezzo e sufficienza a queste opinioni tanto invise quanto diffuse, come l'antisemitismo cattolico che echeggiava tra le arcate di pietra delle imponenti cattedrali, l'antisemitismo protestante freddo e letale, il razzismo tedesco, la sete assassina austriaca, l'odio antiebraico polacco, la crudeltà lituana, ungherese, francese, la sete di potere ucraina, rumena, russa, croata, il disgusto per l'ebreo in Belgio, Olanda, Inghilterra, Irlanda, Scandinavia. Tutto ciò non lo considerava altro che l'oscuro retaggio di eoni selvaggi e ignoranti, avanzi del passato per i quali era ormai giunto il momento di sparire.
Lo zio David si considerava a casa, nel suo tempo: era un europeo in tutto e per tutto, multiculturale, multilingue, disinvolto, di talento, illuminato, un uomo decisamente moderno. Disprezzava i pregiudizi e gli odi etnici oscurantisti, così per nessuna ragione al mondo l'avrebbe data vinta a quei razzisti dagli orizzonti ristretti, ai sobillatori sciovinisti, ai demagoghi e agli antisemiti intrisi di una fede vana, la cui voce tuonava "morte ai giudei!" e abbaiava contro di lui dai muri, "giudeo, vattene in Palestina!".
In Palestina? Certo che no: uno come lui non avrebbe mai preso la giovane moglie e il figlio neonato per disertare dal fronte e fuggire al riparo dalla violenza di quest'accozzaglia oscura, per rintanarsi in un'arida provincia del Levante, lĂ  dove alcuni ebrei erano impegnati a preparare una nazione segregazionista e armata, per ironia della sorte imparando dai peggiori fra i loro nemici.
No: zio David sarebbe rimasto qui, a Vilna, di guardia, sulle frontiere più avanzate dei Lumi di quell'Europa razionale e lungimirante, tollerante e liberale, ora alle prese con orde di barbari che minacciavano di travolgerla. Qui sarebbe rimasto, perché non avrebbe potuto altrimenti.
Rimase. Fino alla fine.


da Amos Oz, Una storia di amore e di tenebra, traduzione di Elena Lowenthal, Feltrinelli 2002.

Postato da: AnnaSetari a 18:54 | link | commenti (2) |
identitĂ , barbarie, oz

sabato, 26 gennaio 2008
Alla mia nazione

Non popolo arabo, non popolo balcanico, non popolo antico
ma nazione vivente, ma nazione europea:
e cosa sei? Terra di infanti, affamati, corrotti,
governanti impiegati di agrari, prefetti codini,
avvocatucci unti di brillantina e i piedi sporchi,
funzionari liberali carogne come gli zii bigotti,
una caserma, un seminario, una spiaggia libera, un casino!
Milioni di piccoli borghesi come milioni di porci
pascolano sospingendosi sotto gli illesi palazzotti,
tra case coloniali scrostate ormai come chiese.
Proprio perché tu sei esistita, ora non esisti,
proprio perché fosti cosciente, sei incosciente.
E solo perché sei cattolica, non puoi pensare
che il tuo male è tutto il male: colpa di ogni male.
Sprofonda in questo tuo bel mare, libera il mondo.

Pier Paolo Pasolini -- Ascolta QUI la lettura di Vittorio Gassman.

da "Umiliato e offeso - Nuovi Epigrammi (1958-59)", in La religione del mio tempo, Garzanti, 1961.

Postato da: AnnaSetari a 15:17 | link | commenti (5) |
pasolini

Veglie, santi, guerriglieri e cardinali

L'Italia è un paese immobile e diviso, mentre il resto del mondo è cambiato, titola oggi Le Monde.
Calunnie. I francesi, si sa, ce l'hanno sempre avuta un po' con noi.

Per rinfrancarsi, basta andare su Repubblica e vedere che non è vero, per esempio, che la spazzatura a Napoli è sempre lì immobile a fumare, protetta dal popolo in rivolta (guerriglia*, titola l'articolo). Al contrario, il problema sta rapidamente avviandosi alla sua soluzione:

"Stasera [si riferisce a ieri, in realtà], nel duomo di Napoli, il cardinale Sepe porterà all'altare le ampolle con il sangue del patrono per chiedere l'intercessione di San Gennaro [altro che De Gennaro!] contro l'emergenza rifiuti. Una pratica antica che risale al Seicento quando il vescovo della città espose le reliquie per combattere la peste. "Così si rifarà stasera durante la veglia di preghiera", ha detto il portavoce del cardinale.

La Chiesa di Napoli paragona l'immondizia che soffoca la cittĂ  agli eventi catastrofici che hanno afflitto la Campania nei secoli: guerre, carestie, terremoti e la terribile peste del Seicento, contro la quale, anche allora, i fedeli si riunirono in processione dietro alle reliquie di San Gennaro. "Di fronte allo scempio che della cittĂ  viene fatto, sento come un lutto al cuore", aveva detto nei giorni scorsi il cardinale.
"
( vedi anche QUI)

Non sorridete scettici, né amareggiatevi in nome di una inconfessabile nostalgia per gli errori dell'illuminismo. Riflettete, invece. E vi convincerete che le veglie di preghiera funzionano: lo testimoniano, in positivo, il caso di Cuffaro, e specularmente, in negativo, la caduta del governo di Prodi, per cui nessuna veglia fu mai fatta**.

_____________________________

*A proposito di guerriglia: Bocca sul Venerdì di Repubblica ricorda che su una casa in provincia di Caserta apparve miracolosamente, qualche tempo fa, un ritratto di padre Pio. Tutti accorsero, il traffico si bloccò, ne parlarono i giornali. Qualcuno notò una somiglianza tra il frate e Che Guevara. E infine si vide che proprio di Che Guevara si trattava, dipinto su quel muro e poi cancellato, ma reso nuovamente visibila a causa della pioggia.

**Forse tuttavia non c'era veglia che avrebbe potuto salvare questa maggioranza, dopo che aveva mostrato così poca volontà di dialogo con i cattolici. Una mancanza, questa, che ha "toccato l'apice nella mancata visita del Santo padre alla Sapienza, a causa di una minoranza che, però, ha di fatto costretto le autorità a bloccare l'iniziativa."
Questo lo ha detto, parlando della crisi politica e della caduta del governo, (leggo in un articolo di Orazio La Rocca apparso ieri su Repubblica cartacea) un intenditore della dinamica del do ut des tra umani e forze divine, e cioè il prefetto della Congregazione per le cause dei Santi, cardinale Jose Saraiva Martins.
(A quali "autorità" si riferisse l'eccellente cardinale, non è dato sapere, visto che è stato il papa a rinunciare alla visita, adducendo la motivazione che temeva potessero esserci disordini
).

Postato da: AnnaSetari a 07:30 | link | commenti (8) |
chiesa, catastrofi, bruttezza, barbarie

venerdì, 25 gennaio 2008
invece

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Invece l'assemblea regionale di Sicilia ha rinnovato ieri la fiducia a Cuffaro, respingendo la mozione presentata dal centrosinistra.





Post scriptum:
La "poesia di Neruda" che ieri Mastella, ha recitato in Senato, credendo con ciò di nobilitare la sua bassa mossa o magari persino lo spettacolo ripugnante offerto dall'aggressione del sen. Barbato contro il suo socio di partito Cusumano, reo di aver "tradito" i "traditori" non era che una bufala.
Anche se circola su internet come fosse una poesia di Neruda, quella poesia, che tanto successo ha avuto in rete, non è di Neruda. Non si sa chi l'abbia scritta, ma non è di Neruda.
Chi vuole saperne di piĂą vada a leggere nel blog di Georgia, che riporta anche gli opportuni link per accertarsi della cosa.
(magra soddisfazione, questa, certo; ma pur sempre una soddisfazione. Anche rispetto ai cultori della retorica sentimental-libertaria)

Postato da: AnnaSetari a 09:01 | link | commenti (15) |

giovedì, 24 gennaio 2008

In questo cupo momento della nostra storia

comunque vada oggi al Senato,

ONORE E GRATITUDINE A PRODI.

Postato da: AnnaSetari a 13:32 | link | commenti (4) |

martedì, 22 gennaio 2008
Paesaggio italiano: coriandoli ed ecoballe


Come stracci, non come "coriandoli"*,
stiamo giĂ  (basta leggere il giornale)
svolazzando, eminente cardinale,
noi di questo paese che soltanto
se umiliato e a pezzi, sfilacciato,
vi conforta al sorriso.
Voi, ilari come i banchieri,
festeggianti come i condannati
che vi baciano i piedi,
o i prigionieri che dai finestrini
salutano con gesto da regine
i vassalli, gli osannanti fedeli,
voi, nei secoli sempre tra i potenti,
voi, stabili e radicati nel paese
come i furbi e i protervi
che benedite complici e materni,
lieti dell'ignoranza e del karma
o vocazione antica a trovar pace
nella livrea di servi e battistrada,
voi non volate. Nemmeno un tremito
vi scuote. Stabili tra i crolli,
immuni tra bufere e recessioni,
inamovibili punti di riferimento
identitario nel paesaggio, quali
forse soltanto le ecoballe,
vi divertite al peggio, e dai balconi
sorridete allo sfascio, confidando
nel regno vostro, qui, di questo mondo.



Tempestivo l'uno-due tra mastella e cardinale: proprio mentre si addensa la bufera recessiva e Almunia, nel riconoscere i grandi passi avanti fatti da questo governo nel risanamento dei conti pubblici disastrati nel precedente quinquennio, avverte del rischio particolare che corre il nostro paese in un'eventuale crisi.

_________________________________

*Attenzione:
cita, tra virgolette, il cardinale,
come insegna il suo Capo, maestro
nella scelta di belle citazioni -
cita, per dirsi poi innocente
innocuo osservatore, buon lettore
del molto elegante Rapporto Censis -
scritto quest'anno, pare, da un poeta,
come si vede chiaro dallo stile
superbo del cantore. Ecco qui un passo:

"Al termine poltiglia di massa si può (con eleganza minore) sostituire il termine più impressivo di “mucillagine”, quasi un insieme inconcludente di “elementi individuali e di ritagli personali” tenuti insieme da un sociale di bassa lega, e senza alcuna funzione di coesione da parte delle istituzioni.
E’ noto che la frammentazione progressiva di tutte le forme di coesione e appartenenza collettiva ha creato una molecolarità che è stata una forza di sviluppo economico e imprenditoriale. Ma noi stessi che di quella molecolarità siamo stati cantori abbiamo potuto e dovuto constatare che
essa sta creando dei “coriandoli”, i quali stanno insieme (meglio sarebbe dire “accanto”) per pura inerzia, per appagato imborghesimento, per paura di non tornare indietro, magari mitridatizzata da una sempre più generalizzata volgarità plebea." (Rapporto Censis 2007, punto 6 delle Considerazioni generali)
.

Postato da: AnnaSetari a 13:41 | link | commenti (9) |
chiesa, catastrofi, democrazia, identitĂ , santi e fanti

lunedì, 21 gennaio 2008
Cuffaro 1991





L'intervento di Cuffaro durante la trasmissione sulla mafia fatta nel 1991 in coordinazione tra i programmi di Costanzo e di Santoro. Partecipava tra gli altri Giovanni Falcone.

Postato da: AnnaSetari a 16:30 | link | commenti (3) |

domenica, 20 gennaio 2008
IL SORRISO DI RUINI


Riprendo dal bell'articolo della Spinelli:

"Al giornalista Rai che l’interrogava, Ruini ha detto: «I rapporti tra Stato italiano e Chiesa possono migliorare, grazie a episodi come questo».

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E ha sorriso sibillino, come si rallegrano quei militanti apocalittici che provocano tenebre e caos pensando che solo a queste condizioni rinasca la luce, che incitano a sfasciare (nel linguaggio brigatista si diceva «disarticolare») per generare palingenesi prerivoluzionarie.
La sovversione ha in genere queste proprietà, avverse al filar liscio dei rapporti. Non a caso il sorriso di Ruini si accentua sino a tingersi di scherno, quando respinge l’accusa d’ingerenza nell’agenda politica e chiede - provocatoriamente, accendendo sorrisi complici nel giornalista - se ci sia oggi «qualcuno in Italia, capace di dettare agende politiche».
Esiste insomma un modo di raccontare l’episodio della Sapienza, che deforma ogni cosa. Si falsifica quel che accade, si comprime il tempo che viviamo schiacciandolo tutto sul presente e togliendogli ogni profondità. Ci si racconta la storia di una Chiesa perseguitata, prendendo in prestito il linguaggio dell’esperienza ebraica; si denuncia e si irride la stasi della politica. In questo Ruini ha comportamenti sovversivi che singolarmente lo apparentano alla figura di Berlusconi.
"

Una lettura che consiglio di completare QUI
_________________________________


A qualcuno può interessare anche il parere sui fatti della "Sapienza" di Daniele Garrone, Decano della Facoltà Valdese di Teologia (si tratta di uno di quelli che non vengono abitualmente invitati a parlare dagli schermi gigante). Si può leggere un suo articolo del 16 gennaio nel sito della Chiesa Valdese.

Postato da: AnnaSetari a 08:49 | link | commenti (2) |
chiesa, informazione

La Chiesa del Silenzio

Ieri i Radicali hanno distribuito i dati sulla presenza di rappresentanti della Chiesa Cattolica nei telegiornali italiani. Chi è interessato li può trovare QUI.

Io mi limito a riportare che nel 2007, su 365 giorni, gli esponenti della Chiesa cattolica hanno avuto accesso (in voce o con dichiarazioni riprese) sul TG1 in ben 275 giorni. In particolare, 206 giorni nelle edizioni di pranzo, 227 nelle edizioni di cena, 158 giorni sia a pranzo che a cena.

Quanto alla presenza in video di esponenti delle altre confessioni religiose presenti in Italia, la differenza tra il tempo concesso a loro nei telegiornali e quello riservato alla Chiesa Cattolica, nel periodo che va dal 2004 al 2007, è la seguente:
97% del tempo alla Chiesa Cattolica
3% alle altre religioni.



Di fronte a questi dati, confesso di essere rimasta turbata: non posso non aderire alla necessità "laica" di mobilitazione in difesa della libertà di parola del papa. Occorre assolutamente eliminare quel 3% assegnato alle altre religioni (ma chi li conosce?!) e restituire alla Chiesa tout court, (la "nostra", cioè quella autentica e vera, la cattolica, è chiaro!) quel 100% del tempo dedicato in TV ai pareri religiosi sulle varie questioni che ci affliggono.
E poi: è davvero intollerabile questa censura laicista che fa sì nemmeno nel TG1 ci sia ogni giorno qualche prete che parla: la TV di uno stato "veramente laico" deve garantire alla Chiesa (la sola autentica e vera) una presenza rigorosamente quotidiana.
____________________________________


Un plauso al sindaco Moratti che ha fatto mettere in piazza Duomo un maxischermo per trasmettere al popolo l'Angelus in diretta da piazza Venezia (pardon, San Pietro) e parteciperà all'adunata col gonfalone della città. Questa sì che è civiltà laica.
Mi stupisco e mi indigno che il sindaco della mia cittĂ  non ci abbia pensato a sua volta.

E un plauso anche, aggiungo, a quei devoti che hanno raggiunto oggi, con sacrificio personale, san Pietro venendo dalla lontana Sicilia, dopo aver partecipato alle numerose veglie di preghiera per Cuffaro - un altro povero cattolico perseguitato.

E ancora aggiungo, quasi in diretta da San Pietro (ore 13,18) non posso fare a meno di pubblicare questa bella dichiarazione fresca fresca di vero spirito volterriano:
"I quattro intolleranti 'fascisti' della Sapienza finalmente sono stati zittiti da una marea umana, una marea di amore e buon senso che si è schierata a fianco di Papa Benedetto XVI oggi in piazza San Pietro". Lo afferma il senatore Roberto Calderoli, vicepresidente ("Pensate!" direbbe Mike) del Senato e coordinatore delle Segreterie Nazionali della Lega Nord.
Insomma erano solo quattro dunque. Va bene. Ma è giusto: nemmeno quattro dissidenti possono venire ammessi a dire la loro, quando c'è una "marea d'amore e di buon senso" da difendere con generoso e volterriano eroismo.

Postato da: AnnaSetari a 08:37 | link | commenti (3) |
chiesa, informazione