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un'altra
scrivania di/per Anna Setari
[blog fondato da Giovanni Monasteri]
Chi volesse rinfrescarsi i ricordi, può trovare tutta la storia (che riguarda la controversia con "Europa7" cui spetterebbero da anni le frequenze occupate abusivamente da ReteQuattro) oltre che nel link su evidenziato (che rimanda a La Stampa), un po' in tutti i quotidiani.
1. Andando al voto subito, dice il Sole24ore, i partiti incasserebbero fino al 2011 rimborsi elettorali doppi. Per lo Stato ci sarebbe un aggravio di costi pari a circa 300 milioni di euro. "Una leggina ad hoc approvata con voto bipartisan a inizio 2006, poco prima di andare a votare, sancì il diritto dei partiti a continuare a incassare i rimborsi anche in caso di voto anticipato. Da qui l'affare: se la legislatura si esaurisce prima della sua naturale scadenza lo Stato deve comunque pagare le somme già maturate per tutti e cinque gli anni." Leggi tutto.
2.Inoltre ecco che cosa andrĂ perduto dei provvedimenti giĂ presi dal governo uscente, se, come ormai sembra, si andrĂ al dispendioso voto secondo la volontĂ di Berlusconi & co(mplici). Lo si legge per esteso in un articolo del 28 gennaio sempre su Il Sole24ore. Lo riporto qui di seguito:
Il nuovo welfare appeso alle deleghe di Eugenio Bruno
Gli sconti per i lavori usuranti, certo. E poi il restyling dell'apprendistato, la riforma degli ammortizzatori sociali e il testo unico sulla sicurezza. Sono solo alcune delle novitĂ all'orizzonte in materia di lavoro e previdenza, su cui la caduta dell'Esecutivo si sta per abbattere come una tagliola. Basti pensare che, delle 30 deleghe in scadenza (Comunitaria 2006 compresa), ben sei sono collegate al Welfare. Senza contare le disposizioni inattuate della Finanziaria 2008 e del Dl "milleproroghe".
Nonostante ieri fosse la Giornata della Memoria, non ho sentito levarsi nessuna risposta adeguata da parte dei nostri. Il solo a sottolineare la gravità dell'affermazione berlusconiana è stato Pannella con un suo comunicato, ripreso oggi dall'Unità . Per il resto, per quanto riguarda le forze politiche, si tace. Si mostra di non dare peso alle parole. Forse si aspetta la solita smentita, la solita accusa di "fraintendimento" ecc. E certo, sì, i "milioni" sono una rodomontata. Però l'intenzione eversiva, e la minaccia verso il Presidente della Repubblica (e noi tutti) sono fatti reali.
Per rinfrancarsi, basta andare su Repubblica e vedere che non è vero, per esempio, che la spazzatura a Napoli è sempre lì immobile a fumare, protetta dal popolo in rivolta (guerriglia*, titola l'articolo). Al contrario, il problema sta rapidamente avviandosi alla sua soluzione:
"Stasera [si riferisce a ieri, in realtà ], nel duomo di Napoli, il cardinale Sepe porterà all'altare le ampolle con il sangue del patrono per chiedere l'intercessione di San Gennaro [altro che De Gennaro!] contro l'emergenza rifiuti. Una pratica antica che risale al Seicento quando il vescovo della città espose le reliquie per combattere la peste. "Così si rifarà stasera durante la veglia di preghiera", ha detto il portavoce del cardinale.
La Chiesa di Napoli paragona l'immondizia che soffoca la cittĂ agli eventi catastrofici che hanno afflitto la Campania nei secoli: guerre, carestie, terremoti e la terribile peste del Seicento, contro la quale, anche allora, i fedeli si riunirono in processione dietro alle reliquie di San Gennaro. "Di fronte allo scempio che della cittĂ viene fatto, sento come un lutto al cuore", aveva detto nei giorni scorsi il cardinale. " ( vedi anche QUI)
*A proposito di guerriglia: Bocca sul Venerdì di Repubblica ricorda che su una casa in provincia di Caserta apparve miracolosamente, qualche tempo fa, un ritratto di padre Pio. Tutti accorsero, il traffico si bloccò, ne parlarono i giornali. Qualcuno notò una somiglianza tra il frate e Che Guevara. E infine si vide che proprio di Che Guevara si trattava, dipinto su quel muro e poi cancellato, ma reso nuovamente visibila a causa della pioggia.
**Forse tuttavia non c'era veglia che avrebbe potuto salvare questa maggioranza, dopo che aveva mostrato così poca volontà di dialogo con i cattolici. Una mancanza, questa, che ha "toccato l'apice nella mancata visita del Santo padre alla Sapienza, a causa di una minoranza che, però, ha di fatto costretto le autorità a bloccare l'iniziativa." Questo lo ha detto, parlando della crisi politica e della caduta del governo, (leggo in un articolo di Orazio La Rocca apparso ieri su Repubblica cartacea) un intenditore della dinamica del do ut des tra umani e forze divine, e cioè il prefetto della Congregazione per le cause dei Santi, cardinale Jose Saraiva Martins. (A quali "autorità " si riferisse l'eccellente cardinale, non è dato sapere, visto che è stato il papa a rinunciare alla visita, adducendo la motivazione che temeva potessero esserci disordini).
Invece l'assemblea regionale di Sicilia ha rinnovato ieri la fiducia a Cuffaro, respingendo la mozione presentata dal centrosinistra.
Post scriptum: La "poesia di Neruda" che ieri Mastella, ha recitato in Senato, credendo con ciò di nobilitare la sua bassa mossa o magari persino lo spettacolo ripugnante offerto dall'aggressione del sen. Barbato contro il suo socio di partito Cusumano, reo di aver "tradito" i "traditori" non era che una bufala. Anche se circola su internet come fosse una poesia di Neruda, quella poesia, che tanto successo ha avuto in rete, non è di Neruda. Non si sa chi l'abbia scritta, ma non è di Neruda. Chi vuole saperne di più vada a leggere nel blog di Georgia, che riporta anche gli opportuni link per accertarsi della cosa. (magra soddisfazione, questa, certo; ma pur sempre una soddisfazione. Anche rispetto ai cultori della retorica sentimental-libertaria)
Come stracci, non come "coriandoli"*, stiamo giĂ (basta leggere il giornale) svolazzando, eminente cardinale, noi di questo paese che soltanto se umiliato e a pezzi, sfilacciato, vi conforta al sorriso. Voi, ilari come i banchieri, festeggianti come i condannati che vi baciano i piedi, o i prigionieri che dai finestrini salutano con gesto da regine i vassalli, gli osannanti fedeli, voi, nei secoli sempre tra i potenti, voi, stabili e radicati nel paese come i furbi e i protervi che benedite complici e materni, lieti dell'ignoranza e del karma o vocazione antica a trovar pace nella livrea di servi e battistrada, voi non volate. Nemmeno un tremito vi scuote. Stabili tra i crolli, immuni tra bufere e recessioni, inamovibili punti di riferimento identitario nel paesaggio, quali forse soltanto le ecoballe, vi divertite al peggio, e dai balconi sorridete allo sfascio, confidando nel regno vostro, qui, di questo mondo.
Tempestivo l'uno-due tra mastella e cardinale: proprio mentre si addensa la bufera recessiva e Almunia, nel riconoscere i grandi passi avanti fatti da questo governo nel risanamento dei conti pubblici disastrati nel precedente quinquennio, avverte del rischio particolare che corre il nostro paese in un'eventuale crisi.
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*Attenzione: cita, tra virgolette, il cardinale, come insegna il suo Capo, maestro nella scelta di belle citazioni - cita, per dirsi poi innocente innocuo osservatore, buon lettore del molto elegante Rapporto Censis - scritto quest'anno, pare, da un poeta, come si vede chiaro dallo stile superbo del cantore. Ecco qui un passo:
"Al termine poltiglia di massa si può (con eleganza minore) sostituire il termine più impressivo di “mucillagine”, quasi un insieme inconcludente di “elementi individuali e di ritagli personali” tenuti insieme da un sociale di bassa lega, e senza alcuna funzione di coesione da parte delle istituzioni. E’ noto che la frammentazione progressiva di tutte le forme di coesione e appartenenza collettiva ha creato una molecolarità che è stata una forza di sviluppo economico e imprenditoriale. Ma noi stessi che di quella molecolarità siamo stati cantori abbiamo potuto e dovuto constatare che essa sta creando dei “coriandoli”, i quali stanno insieme (meglio sarebbe dire “accanto”) per pura inerzia, per appagato imborghesimento, per paura di non tornare indietro, magari mitridatizzata da una sempre più generalizzata volgarità plebea." (Rapporto Censis 2007, punto 6 delle Considerazioni generali).
L'intervento di Cuffaro durante la trasmissione sulla mafia fatta nel 1991 in coordinazione tra i programmi di Costanzo e di Santoro. Partecipava tra gli altri Giovanni Falcone.
"Al giornalista Rai che l’interrogava, Ruini ha detto: «I rapporti tra Stato italiano e Chiesa possono migliorare, grazie a episodi come questo».
E ha sorriso sibillino, come si rallegrano quei militanti apocalittici che provocano tenebre e caos pensando che solo a queste condizioni rinasca la luce, che incitano a sfasciare (nel linguaggio brigatista si diceva «disarticolare») per generare palingenesi prerivoluzionarie. La sovversione ha in genere queste proprietà , avverse al filar liscio dei rapporti. Non a caso il sorriso di Ruini si accentua sino a tingersi di scherno, quando respinge l’accusa d’ingerenza nell’agenda politica e chiede - provocatoriamente, accendendo sorrisi complici nel giornalista - se ci sia oggi «qualcuno in Italia, capace di dettare agende politiche». Esiste insomma un modo di raccontare l’episodio della Sapienza, che deforma ogni cosa. Si falsifica quel che accade, si comprime il tempo che viviamo schiacciandolo tutto sul presente e togliendogli ogni profondità . Ci si racconta la storia di una Chiesa perseguitata, prendendo in prestito il linguaggio dell’esperienza ebraica; si denuncia e si irride la stasi della politica. In questo Ruini ha comportamenti sovversivi che singolarmente lo apparentano alla figura di Berlusconi."
Una lettura che consiglio di completare QUI _________________________________
A qualcuno può interessare anche il parere sui fatti della "Sapienza" di Daniele Garrone, Decano della Facoltà Valdese di Teologia (si tratta di uno di quelli che non vengono abitualmente invitati a parlare dagli schermi gigante). Si può leggere un suo articolo del 16 gennaio nel sito della Chiesa Valdese.
Ieri i Radicali hanno distribuito i dati sulla presenza di rappresentanti della Chiesa Cattolica nei telegiornali italiani. Chi è interessato li può trovare QUI.
Io mi limito a riportare che nel 2007, su 365 giorni, gli esponenti della Chiesa cattolica hanno avuto accesso (in voce o con dichiarazioni riprese) sul TG1 in ben 275 giorni. In particolare, 206 giorni nelle edizioni di pranzo, 227 nelle edizioni di cena, 158 giorni sia a pranzo che a cena.
Quanto alla presenza in video di esponenti delle altre confessioni religiose presenti in Italia, la differenza tra il tempo concesso a loro nei telegiornali e quello riservato alla Chiesa Cattolica, nel periodo che va dal 2004 al 2007, è la seguente: 97% del tempo alla Chiesa Cattolica 3% alle altre religioni.
Di fronte a questi dati, confesso di essere rimasta turbata: non posso non aderire alla necessità "laica" di mobilitazione in difesa della libertà di parola del papa. Occorre assolutamente eliminare quel 3% assegnato alle altre religioni (ma chi li conosce?!) e restituire alla Chiesa tout court, (la "nostra", cioè quella autentica e vera, la cattolica, è chiaro!) quel 100% del tempo dedicato in TV ai pareri religiosi sulle varie questioni che ci affliggono. E poi: è davvero intollerabile questa censura laicista che fa sì nemmeno nel TG1 ci sia ogni giorno qualche prete che parla: la TV di uno stato "veramente laico" deve garantire alla Chiesa (la sola autentica e vera) una presenza rigorosamente quotidiana. ____________________________________
Un plauso al sindaco Moratti che ha fatto mettere in piazza Duomo un maxischermo per trasmettere al popolo l'Angelus in diretta da piazza Venezia (pardon, San Pietro) e parteciperà all'adunata col gonfalone della città . Questa sì che è civiltà laica. Mi stupisco e mi indigno che il sindaco della mia città non ci abbia pensato a sua volta.
E un plauso anche, aggiungo, a quei devoti che hanno raggiunto oggi, con sacrificio personale, san Pietro venendo dalla lontana Sicilia, dopo aver partecipato alle numerose veglie di preghiera per Cuffaro - un altro povero cattolico perseguitato.
E ancora aggiungo, quasi in diretta da San Pietro (ore 13,18) non posso fare a meno di pubblicare questa bella dichiarazione fresca fresca di vero spirito volterriano: "I quattro intolleranti 'fascisti' della Sapienza finalmente sono stati zittiti da una marea umana, una marea di amore e buon senso che si è schierata a fianco di Papa Benedetto XVI oggi in piazza San Pietro". Lo afferma il senatore Roberto Calderoli, vicepresidente ("Pensate!" direbbe Mike) del Senato e coordinatore delle Segreterie Nazionali della Lega Nord. Insomma erano solo quattro dunque. Va bene. Ma è giusto: nemmeno quattro dissidenti possono venire ammessi a dire la loro, quando c'è una "marea d'amore e di buon senso" da difendere con generoso e volterriano eroismo.