CRITICA DELL'INTERFACCIA


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domenica, 30 dicembre 2007
si rinnova il lutto

È morto anche il settimo degli operai della Thyssenkrupp di Torino. Si chiamava Giuseppe Demasi e aveva ventisei anni.

Postato da: AnnaSetari a 16:43 | link | commenti (5) |
attualità

DA NON PERDERE

Da non perdere questo bell'articolo di Barbara Spinelli su La Stampa di oggi, che ricopio qui integralmente:

FEDE E MALAFEDE
di Barbara Spinelli

L’irruzione dell'atto di fede nell'agire politico non è un evento nuovo, nella storia contemporanea. È una mescolanza che ci accompagna da parecchi anni, che ha all'origine un profondissimo scontento per come vanno le cose del mondo, e per come disordinatamente sono governate.
Quel che è nuovo, in questa fine d’anno, è la straordinaria disinvoltura con cui l'uomo politico parla di Dio e del suo intervento nelle Camere dove siedono i deputati, di Cristo e del suo restare nelle nostre case o uscirne. Nuovo è il propagarsi di simile commistione anche nella religione cristiana, anche nell'Europa che sulla separazione netta tra fede e politica ha costruito la sua idea di civiltà e di pace.
I motivi di questa naturalezza disinvolta sono molteplici e tra essi c'è probabilmente l'effetto che ha avuto su di noi l'integralismo islamico, l'ammirazione clandestina per la forza impaurente delle sue armi. C'è un uso di Dio che fa proseliti, come nuovissima fede che contamina il pianeta. E lo contamina a dispetto di sconfitte evidenti. Negli Stati Uniti i fallimenti del messianesimo politico di Bush non impediscono il successo di integralisti come Mike Huckabee, candidato alle primarie repubblicane.

Postato da: AnnaSetari a 11:05 | link | commenti (9) |

martedì, 25 dicembre 2007




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L'intera scena è visibile QUI

Postato da: AnnaSetari a 20:06 | link | commenti (10) |

sabato, 22 dicembre 2007
GIORNALISMO ANNO ZERO


L'altra sera Santoro ha superato se stesso.
La puntata era sulla giudice Forleo.
Per noi che non siamo esperti di diritto e di procedure ecc., né tanto meno siamo a conoscenza di vari importanti elementi del caso, ma solo di ciò che si è letto sui giornali o che si è sentito dalla viva voce della dott. Forleo stessa, non è possibile, a voler essere onesti, altro atteggiamento verso la sua condotta che una sospensione di giudizio.
Capiamo che la questione è ingarbugliatissima e che più d'uno è tentato e tenta di farci sopra il suo gioco o di difendersi da quello di altri. Abbiamo anche delle nostre impressioni personali naturalmente, basate sul linguaggio spesso; ma non siamo disposti a considerarle verità. Anzi siamo un po' diffidenti anche verso queste nostre impressioni: a volte è capitato di esserci sbagliati, fondandoci sulle sole impressioni.
Bene.
Cosa dovrebbe fare un giornalista in questo caso?
Cercare di offrire al lettore o spettatore degli elementi in più (se li trova), o di chiarificazione, di approfondimento dell'ingarbugliato caso (ammesso che in questa fase sia possibile trovare elementi sufficienti a capire). Può anche prendere partito, per così dire, se trova elementi convincenti. Documenti convincenti.
Santoro ha preso partito, infatti.
Solo che i documenti che ha offerto nelle pletoriche due ore del suo programma sono riassumibili nella trasmissione di uno sceneggiato (una specie di non innocente "Posto al sole" quanto a recitazione) che metteva in scena la versione dei fatti data dalla Forleo. In questo modo tale versione assumeva l'oggettività indiscutibile degli eventi che vediamo con i nostri occhi. Noi vedevamo e ascoltavamo direttamente gli incontri e i colloqui tra la giudice e i suoi colleghi o il prefetto e altri.
Poi, per non apparire unilaterale, Santoro ha fatto esporre anche le versioni diverse di quegli stessi incontri e colloqui, date dagli interlocutori, che smentivano quanto aveva affermato la Forleo.
Solo che queste versioni diverse non le ha sceneggiate: ha lasciato che apparissero appunto come discorsi di smentita. Infatti, come si sa, un discorso è fatto di parole, e le parole possono essere menzogna, mentre ciò che si vede con i propri occhi è innegabile vero. È evidente.
Non solo.
Alla fine il giornalista Santoro ha anche alluso a cose che lui dice di sapere bene a proposito di chi ha fatto determinate pressioni in questo ingarbugliatissimo caso, aggiungendo che non faceva nomi per non andare incontro alle "solite smentite".
Così, oltre ad avere ottenuto di dare l'impressione che la sua presa di posizione pro Forleo si fondasse su qualcosa di più di quanto ci aveva detto (qualcosa di oscuro), ha potuto dare (senza rischio di smentite!) un buon contributo alle dietrologie di cui molti sono insaziabili (appunto perché si possono sostenere con intima convinzione senza perdere tempo ad appurare i fatti).

Buon giornalismo?

Postato da: AnnaSetari a 15:47 | link | commenti (15) |
informazione, attualità

venerdì, 21 dicembre 2007
scelte culturali

"Questa cosa (lo sceneggiato su Barbarossa ansiosamente caldeggiato da Bossi) vale perché vale....perché Barbarossa è Barbarossa, perché Legnano è Legnano... (Certo, certo...)...perchè i Comuni a Milano hanno segnato la civiltà dell'occidente ...voglio dire... (d'accordo... vabbene ...)"


Freschissima interpretazione di un vecchio canovaccio della commedia dell'arte. Personaggi in ordine d'apparizione: il devoto e facondo servitore Agostino e il suo eccellente padrone, il Presidente, le cui battute sono qui riportate tra parentesi.
Irresistibile. Perfetta.
Ciò che provoca malessere è però il fatto che la scena non si svolge sulle tavole di un palcoscenico ma nelle stanze del potere.


[il riferimento, ovviamente, è alla famosa telefonata tra B e S, messa in rete ieri da repubblica]

Postato da: AnnaSetari a 09:21 | link | commenti |

mercoledì, 19 dicembre 2007
MORATORIE

Il termine moratoria è stato riscoperto e tratto fuori dal suo gergo, a causa della moratoria per la pena di morte (approvata ieri in via definitiva dall'assemblea dell'ONU) e ora tutti la vogliono usare.

Ferrara (editoriale di oggi su Il Foglio) propone, manco a dirlo, una moratoria anche per l'aborto - in attesa, sembra di capire, di ripristinare la bella e lucrosa clandestinità di tale pratica.

Fra gli altri argomenti a sostegno di questa proposta (che temo possa non rimanere senza seguito visto come vanno le cose nella nostra repubblica vaticana) viene usato quello secondo cui l'aborto sarebbe una "ferita catastrofica che lacera le fibre e il possibile incanto della società moderna".
Lo stile è altisonante ma, come spesso accade agli argomenti espressi in tale stile, non dice nulla che corrisponda alla realtà.
Prima di tutto - e questo già basterebbe a chiudere la discussione - perché "il possibile incanto" del nostro tempo è ferito, semmai, della piaga contraria, quella cioè di un eccesso di natalità - questo sì, davvero catastrofico.
Poi perché andrebbe ricordato che moltissime delle nostre brave nonne e ave, non solo quelle semiselvagge per miseria, ma anche quelle pie contadine buone, pazienti, timorate, supplici sempre davanti agli altari della Madonna, le indimenticabili madri intrepide e affettuose, capaci di sacrificio e di ingegnosità per amore dei figli, sono ricorse all'aborto almeno una volta nel corso della loro vita. L'aborto infatti non veniva praticato solo dalle sedotte e abbandonate, dalle adultere o dalle prostitute ecc., ma era pratica diffusissima tra i poveri e i meno poveri (cioè l'assoluta maggioranza della popolazione). Una pratica sofferta e, benché clandestina e condannata, molto diffusa nelle società del passato: non certo nata o promossa dalla sua recente legalizzazione.
Ovviamente non ci possono essere statistiche per fatti che avvenivano nella clandestinità, ma non mi stupirei se gli aborti di oggi risultassero, in proporzione rispetto alla popolazione, numericamente inferiori a quelli mediamente praticati prima della sua legalizzazione e dell'introduzione della pillola.
Senza voler contare, poi, i casi di morte della donna oltre che del nascituro.

Scrivo queste cose piuttosto ovvie, prima di mettermi anch'io in moratoria natalizia, perché temo che di aborto si riprenderà presto a parlare, ma a livelli di disinformazione e, come si diceva un tempo, di mistificazione, molto maggiori che negli anni Settanta.

Post scriptum: ricordo, inoltre, che questa bella trovata della moratoria per l'aborto non è parto esclusivo della mente di Ferrara: in realtà è stata tirata fuori ufficialmente a novembre, all'ONU, da quei paesi che intendevano bloccare l'approvazione della moratoria sulla pena di morte, e precisamente dall'Egitto, dall'Iran, dal Sudan, dalla Libia più gli Usa e altri, tutti per lo più all'avanguardia nel promuovere l'"incanto della società moderna" (vedi qui).



Intanto, a proposito di ferite al possibile incanto della società in cui viviamo:
è morto il sesto dei sette operai della ThyssenKrupp di Torino. Si chiamava Rosario Rodinò, e aveva 26 anni.
Fra la sua morte, avvenuta oggi, e quella del suo compagno Rocco Marzo, avvenuta due giorni fa, sono morti altri cinque, ieri: alla FIAT di Melfi, a Vignola (Modena), a Venezia, a Valenza (Alessandria). Si chiamavano Luigi Simeone, Marco Gagliardi, Maurizio Michelon, Franco Raselli.

Postato da: AnnaSetari a 09:50 | link | commenti (6) |
chiesa, , aborto, barbarie

martedì, 18 dicembre 2007
RASSICURAZIONI

BXVI è riuscito, senza troppo sforzo, a riappropriarsi di Roma come territorio di sua diretta amministrazione.
Una bella vittoria, per lui. Per noi un'ulteriore esempio di come sia facile ripristinare, attraverso la prona obbedienza dei nostri politici (scopertisi di recente tutti molto pii), un bel potere teocratico a puntello del nostro mucillaginoso paese.

Mi riferisco al fatto che ieri nel Consiglio Comunale di Roma è stata respinta, col contributo del PD che ha votato contro, la delibera di iniziativa popolare per l'istituzione del registro delle unioni di fatto (vedi QUI).
Notare che tale registro esiste pacificamente, oltre che in Europa, in varie altre città italiane, e prima fra queste Padova.
Roma tuttavia è la città del Papa: pur di non arrecargli dispiacere, i consiglieri del Partito Democratico hanno votato con quelli di Forzitalia e destre varie, spaccando il centrosinistra in favore di un potere clericale.
Il sindaco Veltroni (quello che, con la prontezza di un dipendente fedele, era corso immediatamente all'invito del cardinale Bertone e lo aveva rassicurato* sulla questione delle coppie di fatto, quello che sta offrendo una mano a Berlusconi per tirarlo fuori dall'angolo in cui si è cacciato da sé con la sua mossa "geniale", quello di cui oggi possiamo leggere il pensiero su Il Foglio, quello insomma che aspira a governare il nostro Paese col suo partito anguilla) non era presente alla votazione.
Si trovava in Abruzzo.

Postato da: AnnaSetari a 09:00 | link | commenti |
chiesa, democrazia, santi e fanti

lunedì, 17 dicembre 2007
la difesa della vita

Sulla Stampa di ieri Barbara Spinelli scriveva che la festa è finita: noi delle società ricche andiamo incontro all'impoverimento. Dovranno nei prossimi anni essere affrontate urgentemente e necessariamente spese enormi per cercare di contenere i danni arrecati all'ambiente dall'uso sconsiderato delle risorse perpretato dal secolo scorso. L'energia scarseggerà, avremo le case meno riscaldate d'inverno e meno iperraffreddate l'estate, dovremo rinuciare ai nostri sprechi quotidiani, gli alimenti costeranno di più, le tasse diventeranno inesorabilmente più alte, verranno limitati parecchi spazi di libertà di cui attualmente godiamo. Tutto ciò, oltre che per i suddetti danni arrecati al pianeta, anche perché si sono affacciate oltre la soglia della miseria, e cominciano a consumare a loro volta proteine ed energia, le popolazioni un tempo sommerse dalla fame della Cina e dell'India.
La Spinelli, dopo aver spiegato molto articolatamente e con la sua solita efficacia tutto questo, conclude dicendo:

Se i prezzi aumentano è perché il mondo, meno iniquo, ha cominciato a divenire più ricco. Un’ingente parte dell’umanità - Cina, India - mangia carne oltre a cereali. Lamentarsene è insensato oltre che scandaloso moralmente. C’è bisogno di molto più grano per alimentare gli animali che per fabbricare pane: ci vogliono tre chili di cereali per un chilo di carne di maiale, 8 per un chilo di carne di bue. Questo è tutto. La tentazione è grande di parlare di apocalisse. Ma nell’apocalisse sono due le vie. Una è quella del tutto è permesso: festeggiamo, visto che non avremo discendenti. L’altra prepara il futuro, trattiene il disastro con l’azione. Nel secondo capitolo della Seconda lettera di Paolo ai Tessalonicesi, si parla del katèchon che trattiene la venuta del Male con mezzi terreni, in attesa di interventi divini. Il katèchon per gli stoici è qualcosa di più semplice: è fare il proprio dovere, rispettando l’altro e la natura anche se la terra viaggia verso la conflagrazione.

D'accordo?
Sì... ma, verrebbe da dire. L'analisi è piuttosto convincente. E quanto alla conclusione, certo, come si fa, noi così buoni, così pieni di senso di colpa e di sdegno per le malefatte commesse dai padri e in generale dall'Occidente (un po' meno, a volte, per quelle personali di sprechi e disattenzione abituali), a dirci scontenti che chi moriva di fame ora cominci a sua volta a mangiare, oppure che i Suv possano venire messi al bando?
E però manca qualcosa nel discorso della Spinelli. Qualcosa di importante, che manca quasi sempre in simili discorsi.
Manca cioè la menzione del fatto che da vari decenni in qua la popolazione mondiale non è semplicemente cresciuta in modo, per così dire, fisiologico, ma è andata facendolo a un ritmo spaventoso, e che questa crescita abnorme è una stortura, un male: è una delle cause principali del disatro che incombe.
Non lo dico io. Lo dicono i ricercatori. Secondo un recente studio dell'Unep (United Nations Environment Programme), l'organismo dell'ONU che si occupa dell'ambiente, il rapido aumento della popolazione mondiale è una delle tre cause che maggiormente mettono in pericolo la vita sulla terra (le altre due sono strettamente connesse, per non dire dipendenti, e sono il riscaldamento climatico e il progressivo aumento del numero delle specie in via d’estinzione) vedi qui.

Il katèchon che nomina la Spinelli, almeno quello degli stoici, non dovrebbe comprendere anche il tentativo di porre un argine a questa parossistica moltiplicazione?
Ma noi, nella nostra felice penisola, viviamo nell'assenza di ogni discorso su questo argomento: le uniche voci che denunciano la gravità della questione demografica sono quelle, diverse tra loro, ma comunque isolatissime, di Giovanni Sartori e Guido Ceronetti. Di norma le argomentazioni da loro esposte vengono tralasciate quando si parla dei mutamenti del clima, dell'estinzione di specie animali, della crisi energetica, e dei vari altri disastri in corso o imminenti. Sono trattate, quelle argomentazioni, come fossero bizzarre fissazioni personali.

Uno dei motivi per cui non si parla della gravità della questione demografica è, naturalmente, la Chiesa.
La Chiesa, che ha deciso, come lei dice, di "difendere la vita", si arrocca sul "crescete e moltiplicatevi" comunque - anche quando tale invito equivale a una istigazione minacciosa ai danni della vita, sia quella degli umani che delle altre specie.

D'altra parte, la Chiesa dice di conoscere ciò che piace o non piace al cielo. Sicché può darsi che abbia ragione.
Ci penseranno gli dei, su nell'Olimpo: come spesso in passato, forse ci doneranno qualche provvidenziale e inaudita pestilenza. Oppure, nella loro oziosa giocosità, si limiteranno a osservare lo spettacolo un po'splatter e però anche grottescamente fantasmagorico delle nostre guerre, quelle sempre amate conflagrazioni attraverso le quali ci sfoltiremo infine, dolorosamente, come i topi nelle gabbie troppo strette.
Hanno già prenotato i loro palchi tra le stelle.

Postato da: AnnaSetari a 18:21 | link | commenti |
chiesa, catastrofi, guerra, sacralità della vita

domenica, 16 dicembre 2007
peggio di una guerra

Con la morte di Rocco Marzo, che va ad aggiungersi a quella dei suoi compagni Antonio Schiavone, Roberto Scola, Angelo Laurino, Bruno Santino, tutti periti nell'incendio alla ThyssenKrupp di Torino (6 dic.2007), il numero dei morti sul lavoro nel nostro paese nel corso di quest'anno è salito a 1007 unità.
Più di un milione sono stati gli incidenti sul lavoro dall'inizio dell'anno e tra i sopravvissuti ben 25.190 sono gli invalidi.

Dati presi dall'Osservatorio sulle condizioni di lavoro e le malattie professionali nel sito di Articolo 21.

Postato da: AnnaSetari a 20:19 | link | commenti (1) |

giovedì, 13 dicembre 2007
Così è fatta l'Italia

Ieri al TG regionale del Veneto intervistavano alcuni dei trasportatori che facevano il blocco alle rotonde.
Mi ha colpito il tono rispettoso e partecipe del giornalista. Con i prepotenti i giornalisti sono spesso molto rispettosi, quasi ossequiosi: a questi che avevano bloccato strade, causato danni enormi, agito in barba alla legge, l'intervistatore si rivolgeva come avrebbe potuto rivolgersi, chessò, alle vittime di una qualche catastrofe naturale. E gli intervistati rispondevano in modo perfettamente speculare.
Uno di loro si è lamentato di fronte alle telecamere per il fatto che, con questo freddo, lui e gli altri avevano "addirittura" dovuto provvedersi da soli del cibo e di qualche bevanda calda, aiutandosi fra loro: "Perché - ha detto scuotendo la testa e sospirando - così è fatta l'Italia..."

Insomma, nell'Italia che avrebbe voluto lui, non contraddetto dall'intervistatore, chi compie azioni illegali dalle conseguenze così dannose, dovrebbe venire sostenuto e rifocillato e aiutato a proseguire nella sua azione dallo Stato - cioè dai danneggiati, noi, e dalle nostre famosissime tasse.

Postato da: AnnaSetari a 13:54 | link | commenti (7) |

lunedì, 10 dicembre 2007
Le B colpiscono ancora

Macché Ferrara e Ferrara!
Si sarebbe dovuto capire che un così colossale paravento non poteva che celare qualcosa di gran peso.
Pare infatti che Luttazzi sia stato licenziato da La7 non perché aveva offeso Ferrara (qui) ma perché aveva preparato una puntata in cui avrebbe preso di mira l'ultima enciclica di BXVI. QUI.
Le B saranno tutte in festa.

Notare che questa volta la censura è stata preventiva, ad opera di solerti serventi e paraventi. Ciò segna un ritorno alla tradizione classica, dopo i modi chiassosi da parvenu dell'A&Omega ai tempi dell'Editto Bulgaro.

Postato da: AnnaSetari a 13:32 | link | commenti (16) |

venerdì, 07 dicembre 2007
andiamo bene

Impiccato in Iran un giovane di 20 anni, perché quando ne aveva 13 aveva avuto rapporti omosessuali e costretto, pare, degli altri ragazzini a subirne. Già nel 2005 c'era stata simile esecuzione per altri due giovani omosessuali (Qui).


Da noi intanto (dove, paese della libertà, non si muore impiccati, ma di lavoro) la Binetti, dando seguito con Andreotti alle pressioni del preoccupato Bertone (qualcuno favoleggia di una telefonata del papa in persona!), ha votato ieri contro la fiducia al governo. Perché?
Perché nel decreto sicurezza era stata inserita una norma (piuttosto contraddittoria, in verità) tesa a punire chi incita all'odio o a discriminazioni "fondate sul sesso, la razza o l'origine etnica, la religione o le convinzioni personali, gli handicap, l'età o le tendenze sessuali".
La Binetti con Andreotti Bertone ecc. pare abbia temuto che potessero venire incriminati rappresentanti della Chiesa.
(i particolari QUI)


(E, visto che si parla delle di B, sento stamattina nella rassegna stampa per radio che, dietro la mossa antiProdi fatta da Bertinotti, vari furboni pensano di vedere l'ambizioso Veltroni. Giusta nemesi, penso, visto che nel 98 dietro la stessa mossa piacque vedere D'Alema, che ne portò il biasimo quasi esclusivo.
Quelli invece che, come me, furbi non sono, pensano che l'unico vero ispiratore sia l'Alfa e l'Omega, l'uomo geniale, che Bert ammira talmente da non aspettare nemmeno un suo cenno per esaudire, prevenendoli, i desideri
).

Postato da: AnnaSetari a 08:24 | link | commenti |
chiesa, democrazia, barbarie