CRITICA DELL'INTERFACCIA


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venerdì, 31 agosto 2007

Assai raramente avviene che gli uomini narrino un dato evento così come realmente ebbe luogo, in modo da non introdurre nella narrazione proprie personali convinzioni. Anzi, quando gli uomini vedono od odono qualcosa di nuovo, sono nella maggior parte dei casi così dominati dai loro pregiudizi che, a meno che non sappiano guardarsi da essi con il massimo rigore, intendono qualcosa di ben diverso da ciò che vedono o di cui hanno notizia, particolarmente se l'evento in questione oltrepassa l'intelligenza di chi guarda o di chi ascolta, e in modo particolarissimo se è nel loro interesse che la cosa sia avvenuta in un modo piuttosto che in un altro. Onde viene che nelle loro cronache e storie gli autori espongano più le proprie opinioni che gli accadimenti stessi, e che il medesimo fatto venga tanto diversamente presentato da due persone che hanno punti di vista differenti, da sembrare che si tratti di due differenti fatti.


Baruch Spinoza, a proposito delle narrazioni di miracoli nella Bibbia, nel Trattato teologico-politico, 1670.

Postato da: AnnaSetari a 10:42 | link | commenti (1) |
spinoza

martedì, 28 agosto 2007
PULCINELLA di Luzzati

Vale la pena di correre a vedere questo Pulcinella, un corto di Emanuele Luzzati, del 1973, pubblicato su www.repubblica.it in occasione della commemorazione di Luzzati che avverrà nel corso del Festival del Cinema.

Dura solo 10 minuti.

Postato da: AnnaSetari a 17:08 | link | commenti |

venerdì, 24 agosto 2007
sillogismi, putinerie, affinità elettive

La nascita di questo partito-fantoccio di B (silvio) intestato all'altra B (Vittoria Michela) ha suscitato, come si sa, commenti di vario tono e ironie. Pare infatti che il nostro grande Borgo Selvaggio sia pieno di oziosi pronti a ridacchiare di tutto - e a ingoiare poi tutto, fatalisticamente.

Fra le altre si è levata però ieri la voce della Prestigiacomo (fu ministro, poco tempo fa) che, come i napoletani o i calabresi che difendono quale punto d'onore il buon nome di Napoli e di Calabria, ha fatto notare che la B (Vittoria) viene presa sottogamba e con ironia perché i maschilisti ritengono che una donna, se bella e prediletta da un uomo potente, debba essere necessariamente anche un suo burattino o una stupidina.

Non ho intenzione di discutere sulla bellezza. Come si sa, "non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace". C'è anche chi ritiene B (Silvio) bello. Pare che così sia apparso, per esempio, alla Associazione di casalinghe (così si definivano, se non sbaglio) che lo applaudivano in estasi durante le sue campagne propagandistiche. Mi preoccupa tuttavia che, in nome di un postmoderno femminismo o contro il "maschilismo" ecc., possa prendere piede, in questo nostro paese televisivo di veline e di bellezze standardizzate e di plastica, un qualche sillogismo del genere: Non è vero che tutte le donne belle sono burattini del potente che le predilige. La Tale è una donna bella e prediletta. Ergo la Tale non è un burattino.




Ma, tornando al partito registrato da B&B: a me pare che il modello dell'operazione, e anche il disegno in prospettiva, abbia in sé qualcosa di putinesco.
Tutti sappiamo che tra Putin e B (Silvio) c'è una specie di affinità elettiva: sono subito diventati grandi amici. Ostentatamente amici. Tra amici c'è per forza qualcosa in comune - e ci si scambiano idee, si fanno progetti ecc.
Bene, Putin in Russia, oltre che tenere sotto controllo la televisione e quasi tutta la stampa, oltre che marchingegnare leggi elettorali a svantaggio dell'opposizione, ha pensato bene di crearsi anche un'"opposizione" da poter controllare lui stesso. Sicché, oltre al suo partito ufficiale, Russia Unita, ha messo su anche l'"antagonista" Russia Giusta, che sta alla sua "sinistra" ma include anche nazionalisti di destra [al suo interno si sono uniti, dietro suo impulso: il Partito della Vita (RPZh), che diceva di non essere né di destra né di sinistra, e il cui leader è un miliardario amico di Putin; il partito dei Pensionati, che era in precedenza filocomunista, ma poi ha sostituito il proprio leader con un sostenitore di P.; e Rodina, che significa Patria e raduna nazionalisti. Anche questo da un certo momento in poi è finito sotto la guida di un riccastro amico di P]. Ha organizzato poi la formazione giovanile Nashi (i Nostri) che si proclama moderata, e dato vita a altre formazioni di nazionalisti-bolscevichi, sotto il controllo suo.


Idee semplici ed efficaci, insomma. Come piacciono al nostro.

Postato da: AnnaSetari a 10:35 | link | commenti (1) |
democrazia, b&p

martedì, 21 agosto 2007
Tutti (gli altri)

Il Segretario di Stato del Vaticano, Bertone, ha pronunciato l'altro giorno una proposizione che in un paese civile dovrebbe essere così ovvia da non essere nemmeno riportata sui giornali: "Tutti dobbiamo fare il nostro dovere nel pagare le tasse." Nel nostro infelice paese tuttavia è talmente inusitato dire che le tasse bisogna pagarle che il cardinale ha pensato bene di far seguire a tale ardita affermazione l'attenuazione tutta clericale di un po' di se e di ma.
Mi sarei aspettata che qualcuno dei nostri laici dicesse: "Toh, guarda guarda: la Chiesa mostra di ricordarsi anche di qualche dovere che non riguarda la sfera sessuale..." e che la notizia finisse poi tra le curiosità della Settimana Enigmistica.
Invece tutti i rappresentanti politici di questa nostra repubblica tentata dal fascino della teocrazia si sono gettati chi sull'affermazione qui citata, chi sui relativi se e ma di accompagnamento, accapigliandosi per poter dire ciascuno di essere lui solo in linea col vero pensiero di quel cardinale (e, per estensione, di Dio).

Post scriptum: era troppo aspettarsi che venisse anche ricordato, en passant, che la Chiesa, dal cui pulpito parla quel cardinale, gode di privilegi fiscali che sottraggono a Cesare (lo Stato italiano) vari miliardi di euro?
Sì, in un paese in cui si tifa per la sottrazione al fisco di ingenti somme da parte di un beniamino del motociclismo, forse era troppo. Infatti - con l'eccezione dei Radicali - si è mantenuto il tradizionale rispettoso silenzio. Nonostante la faccenda degli sconti fiscali alla Chiesa sia tanto anomala da aver inquietato Bruxelles.
Anche per la Chiesa, insomma, molto italianamente, le tasse vanno, sì, pagate da tutti, ma purché siano gli altri.

Postato da: AnnaSetari a 13:03 | link | commenti (4) |
chiesa, satirica

giovedì, 16 agosto 2007
lo stato materno

Certo che è stata veramente un'idea geniale quella di usare il Presidente della Repubblica (nientemeno) e tutti i vari aspiranti presidentini, dal buon Veltroni all'ineffabile Tremonti, per raccomandarci via radio di essere prudenti e non correre in automobile.
Un'idea coraggiosa, bisogna aggiungere. Infatti non tiene in alcun cale il coro bipartisan di considerazioni poco lusinghiere (espresse ad alta voce, spesso in linea diretta col padreterno) che si leva dalle case dei solitari, e massime degli over sixty che, lungi dal trovarsi in autostrada, vanno ciabattando nel traffico mattutino tra il bagno e la camera da letto, e avendo già sopportato il peso di un intero notiziario, rischiano un qualche corto circuito nel cervello o nel cuore se non danno sfogo all'umore che si è loro accumulato in corpo.

Post scriptum: mi si dice che il Ministero della Sanità, per non essere da meno di quello dei Trasporti e sfidando persino (quale temerarietà) i malumori d'oltretevere, ha a sua volta invitato per radio i nostri esuberanti concittadini in libera uscita a usare il preservativo. Il mio cuore materno si augura che non manchi di aggiungere, specie ora che l'estate va declinando, di ricordarsi pure nella pazza gioia di indossare la maglia di lana (o almeno una panciera).

Postato da: AnnaSetari a 11:38 | link | commenti |
informazione, attualità, satirica, sciocchezzario

martedì, 07 agosto 2007
un piccolo segnale di speranza

In mezzo a tante notizie che sembrano in gara sui giornali per il premio alla più scoraggiante, su La Repubblica cartacea di oggi (dopo gli incendi dei boschi, il caro-benzina, il caos dei bagagli a Fiumicino, i pompieri senza benzina, i CasiniMastellaPezzottaRuini e i diessini e piddini , e il santo donGelmini, e i capestri color zaffiro di Teheran, e la Betancourt che libera non è, e l'alluvione in Birmania finita con tutti i suoi morti e la disperazione dei vivi in ventiduesima pagina, e la discendente dello zar accolta in Russia con tutti gli onori, e cronaca nera varia, e l'agonia dei Lego in via di estinzione, e le pagine del ghetto culturale) ecco finalmente nelle pagine degli spettacoli, e precisamente a pag.45, la parola che rischiara la giornata e forse segna una svolta epocale, un indizio di risalita.

Si tratta di un'intervista di Silvia Fumarola a Renzo Arbore, nei cui sottotitoli leggo tra virgolette:
"Si sta esaurendo la moda dei non talentosi".
Talentosi. Capito?
Talentosi. Non più talentUosi come da qualche anno tutti ripetevano senza alcun brivido di ribrezzo.
E non si tratta di un errore di battitura: anche nel corpo dell'intervista trovo ribadito: talentosi, in lingua italiana, con mitezza d'antan, anche se non del tutto con bellezza.
Mi sento grata a Renzo Arbore e alla sua intervistatrice.
Chissà, forse prima di morire mi capiterà di tornare a leggere persino di talento.

Postato da: AnnaSetari a 15:15 | link | commenti |

giovedì, 02 agosto 2007
normale orrore familiare italico

Leggo su www.repubblica.it di una pensionata di 81 anni, di Catania, che dopo numerose liti con un prepotente figlio, di 61 anni, si è rivolta alla polizia, lamentandosi: "Non ha rispetto e non mi dice mai dove va." Lui, disoccupato e celibe, ancora a casa con lei, ha replicato: "Cucina male e mi dà pochi soldi."
I poliziotti, leggo nel seguito dell'articolo, li hanno infine conciliati, e i due sono tornati alla loro convivenza coatta.

La notizia, che a me riempie di angoscia e anche di disgusto e vergogna, viene data come fatterello divertente, una storiella di bizze a lieto fine, bizze tra vecchi e per di più poveri, di cui ridere piacevolmente tra amici sotto l'ombrellone o in qualche bar.
Come i poliziotti, anche il cronista che riporta il fatterello non pare sfiorato da alcun senso, non dico di pietà o di vergogna, ma nemmeno di semplice tristezza.

Postato da: AnnaSetari a 13:18 | link | commenti (2) |