Ecco dunque il nostro solerte ministro della Salute scendere in campo lancia in resta per impedire che possa giungere dall'Europa libertina, e venir usata anche in Italia da quelle irresponsabili un po' puttane che sono le donne, la famosa pillola abortiva che non piace alla Chiesa.
Ugualmente pronti sono questi nostri uomini politici a condannare anche il semplice accenno che possa venir fatto all'eutanasia, perché naturalmente essi, che, come testimoniano i loro atti e atteggiamenti e parole son dotati di un senso religioso profondo, sono a favore e in difesa della sacralità della vita.
Ne consegue che basta un gesto sventato dei nostri malconvinti genitori ed ecco che siamo obbligati a nascere e a restare poi in vita a tutti i costi anche se ridotti a semi-vegetali (a meno che, ben inteso, non apparteniamo alle schiere di quelli che muoiono per cause più nobili, cioè perché la ricchezza resti a crescere nelle mani di pochi. Intendo quelli che muoiono di fame o di guerra. Giusta, naturalmente. Cioè per i fini nobili di cui sopra).
No. Io non ce l'ho affatto con la Chiesa. Nemmeno con quella sua parte che si esprime attraverso Ruini.
Ce l'ho con gli uomini politici del nostro paese che, delle molte cose che dice la Chiesa, scelgono e fanno proprie solo quelle che si sposano più naturalmente(è il caso di dirlo) con un'idea repressiva di ordine: l'ordine cioè inteso come difesa di una situazione di ingiustizia sociale.
Nel frattempo è stata pubblicata, come ognuno sa, una enciclica papale nei giorni scorsi (il link porta al testo integrale).
Parla, tra l'altro, di giustizia sociale, dicendo che consiste nel garantire a ciascuno la sua parte di beni comuni, e cita s. Agostino per dire che se tale giustizia è tenuta ai margini e non perseguita, uno stato si riduce a una banda di ladri (bella traduzione di quanto in latino suona ancor meglio: Remota itaque iustitia quid sunt regna nisi magna latrocinia?)
Sarò ingenua, ma i magna latrocinia mi paiono di una certa attualità , sia considerando la situazione internazionale, sia guardando questa nostra nazionale.
Eppure, guarda un po', l'affermazione non ha aperto la via a nessun dibattito, a nessuna dichiarazione puntuale del solerte nostro presidente del Senato, a nessuna ferma e fiera presa di posizione degli altri altrettanto solerti uomini politici consapevoli delle nostre radici cristiane, pronti alla genuflessione, o di recente illuminati dalla grazia della fede.
C’era 'na vorta un Re cche ddar palazzo
Mannò ffora a li popoli st’editto:
«Io so' io e vvoi nun zete un cazzo,
Sori vassalli bbuggiaroni, e zzitto!
Io fo ddritto lo storto e storto er ddritto:
Pòzzo vénneve a ttutti a un tanto er mazzo:
Io, si vv' impicco, nun ve fo strapazzo,
Ché la vita e la robba Io ve l’affitto.
Chi abbita a 'sto monno senza er titolo
O dde Papa, o dde Re, o dd’Imperatore,
Quello nun pò avé mmai vosce in capitolo.»
Co st’editto annò er boja pe ccuriero,
A interrogà la ggente in zur tenore;
E arisposero tutti: È vvero! è vvero!
Oggi su la Repubblica cartacea Eugenio Scalfari ha citato questo magnifico e tremendo sonetto di Gioacchino Belli, dal finale attualissimo e tragico.
"Lei è fortunato, che per lo meno ha un sussidio!"
Battuta del nostro simpatico presidente del Consiglio, che casualmente è anche l'uomo più ricco d'Italia, a un cassintegrato. Oggi.
Su Repubblica.it, ma anche nei giornali radio, con piccole varianti.
Dopo l'incontro dell'altro ieri con Ciampi, Berlusconi, di fronte a chi sussurrava che Ciampi non si fidasse di lui e volesse un impegno scritto, rispondeva secco e, quasi come per dileggio, addirittura latineggiando:
«Non credo si possa dire che se c'è la parola del presidente del Consiglio, il capo dello Stato poi non si fidi: pacta sunt servanda».(vedi qui e qui e un po' dovunque su vari giornali).
Ma Ciampi, anche lui non ignaro del latino, sa che, specie di questi tempi, vale di più il detto secondo cui Verba volant, e ieri lo ha fatto tornare in Quirinale e gli ha fatto sottoscrivere un comunicato ufficiale, che in chiara lingua italiana mette nero su bianco tutto il calendario elettorale, in dettaglio.
Oggi alle ore 11,30 Reuters pubblica questo articoletto che ci riempie di commozione:
Berlusconi: faccio vita grama, incomprensioni, sacrifici, nemici
giovedì, 26 gennaio 2006 11.35
ROMA (Reuters) - Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi si è lamentato della vita che fa, definendola "grama".
"Faccio una vita grama" ha detto Berlusconi e, davanti allo stupore dell'intervistatore ha spiegato: "Una vita di tanti sacrifici, di tante incomprensioni, di tanti nemici che ti insultano".
Il presidente del Consiglio ha fatto queste affermazioni durante la sua partecipazione questa mattina al programma di Maurizio Costanzo su Canale 5, partecipazione che si è protratta per circa un'ora e mezza.
Non si crucci, cavaliere, non si dia pena: ci penseremo noi, il 9 di aprile, a darle il sospirato congedo.
Insomma è ora chiaro e ufficiale: quanto aveva detto in TV il nostro PdC (sincero per definizione) , e cioè che Fassino, Prodi e D'Alema avevano insistito per andare a pranzo (o cena) con il presidente delle Generali Antoine Bernheim allo scopo di far pressioni su di lui a proposito di Unipol era privo di fondamento.
La fonte cui il PdC aveva fatto riferimento, il suo socio d'affari Tarak Ben Ammar, ha confermato, sì, di avergli parlato delle cene, ma ha smentito di aver detto al nostro PdC di sapere che in quelle cene si fosse parlato di Unipol. E Bernheim , dopo aver chiarito di aver lui provocato le cene e non di esserne stato richiesto, ha negato di aver parlato di Unipol in quegli incontri. Aggiungendo di averlo però fatto in incontri con Fazio.
E la Procura ha archiviato.
Dunque, quella del nostro PdC era un'illazione sua personale, di cui non aveva alcuna certezza e che non s'appoggiava su alcuna base, tranne il desiderio del PdC stesso di lanciare in TV, di fronte a un vastissimo pubblico, la sua affermazione lesiva della reputazione dei suoi avversari politici.
Però poi il suo avvocato Ghedini gli ha spiegato che avrebbe dovuto dire ai giudici che, benché si fosse presentato in Procura come "persona informata sui fatti", avrebbe riferito solo sue "sensazioni" (a differenza di quello che aveva detto in TV).
Buon consiglio per evitare lo strascico di un'incriminazione per calunnia.
Quanto alla diffamazione, invece i presupposti ci sarebbero, secondo me e qualche altro.
Tanto più che il PdC , sapendo che molti non leggono i giornali, o li scorrono distrattamente e dando un valore approssimativo alle parole, insiste con dichiarazioni televisive come questa: «Gli italiani non hanno mica l’anello al naso. Cosa vogliono far credere, che con Bernheim hanno parlato di sport o vacanze? Io del resto tornerei dai giudici per difendere la mia credibilità , l’ho fatto e lo rifarei».
Ma per essere accusato di diffamazione, le sue affermazioni, forse, avrebbe dovuto farle su un blog letto da quattro gatti, anziché alle TV...
I nostri lungimiranti legislatori hanno stabilito di far credere che i soldi valgano quanto una vita e che quindi si possa tranquillamente uccidere l'intruso che entri nella nostra proprietà e che ci pare possa avere intenzioni minacciose (vedi qui il testo della norma).
Che la nuova legge non sia efficace a difendere dalle rapine e che però, prevedibilmente, la sua vulgata contribuirà ad accrescerne la violenza, è cosa sulla quale nemmeno vale la pena di spendere parole, tanto è evidente. Così pure è evidente che se le pistole saranno più diffuse nelle case, aumenteranno anche gli incidenti e i delitti in famiglia.
E ci sarà anche qualche Caino che simulerà d'essere stato "minacciato" da Abele.
Non dico nulla nemmeno a proposito dell'equiparazione dei soldi alla vita, che, se finora apparteneva solo alla cultura dei delinquenti, verrebbe elevata adesso a norma di Legge dello Stato. Così come ce la raccontano i suoi sostenitori.
Rimando chi volesse occuparsi del merito di questa legge a quanto ne scrive oggi, con molta più competenza di me, il penalista Carlo Federico Grosso su La Stampa di oggi.
Invece sottolineo semplicemente un' altra affermazione fatta piovere ieri trionfalmente nelle orecchie del popolo dai soddisfatti promotori di questa legge.
Questi hanno detto che così finalmente gli Abele che lestamente accoppino preventivamente il loro Caino, eviteranno poi il calvario della trafila nei tribunali.
Che cosa intendevano?
Forse che quando si uccide un essere umano a casa propria appellandosi alla legittima difesa, basta a mandare assolti una pacca sulla spalla data da un vicino, e non occorre più che un giudice accerti l'effettiva sussistenza delle condizioni di tale, sia pure sfilacciata, legittima difesa?
"La sinistra promuove lo scardinamento della società con le droghe e gli omosessuali."
La frase è attribuita da la Repubblica di oggi (ed. cartacea) a Roberto Castelli, ministro della Giustizia.
E dire che Berlusconi & C da un po' di tempo in qua non si stancano di ripetere e ribadire e pubblicare su tutti i cantoni che non è vero quello che ci volevano per tanti anni far credere: quelli di sinistra non sono diversi...
... chi sopporterebbe le frustate e le irrisioni del tempo,
il torto dell'oppressore, l'oltraggio del superbo,
le angoscie dell'amore disprezzato, le lentezze della legge,
l'insolenza delle autorità , e le umiliazioni
che il merito paziente riceve dagli indegni...
Spero che nessuna autorità si risenta per queste parole.
Comunque avverto: non sono mie, ma di un noto autore inglese, che le ha messe (un po' inverosimilmente, va detto) in bocca a un principe dalle velleità sovversive.
"Guarda che siano bene trattati questi attori - dice Amleto a Polonio, il vecchio e verboso consigliere politico del re - perché essi sono il sunto, la cronaca essenziale del tempo. Sarebbe meglio per voi avere un cattivo epitaffio dopo la morte piuttosto che una cattiva reputazione attraverso loro da vivo."
"Li tratterò secondo il loro merito..." borbotta Polonio un po' seccato in risposta.
Al che Amleto, fulminante:
"Corpo di Dio, meglio, uomo, trattali meglio! Se si trattasse ognuno secondo il suo merito, chi potrebbe evitare la frusta?"
(Amleto, Atto II, scena ii)
Ricordo che continua la raccolta di firme per il Referendum contro il progetto di riforma della Parte II della Costituzione.
Domani in molte città ci saranno i banchetti per la raccolta.
un mistero svelato
Io lo sciopero penso di farlo, ovviamente, ma riservandomi un'eccezione: non voglio perdermi per nulla al mondo il divertimento offerto dalla trasmissione Confronti il venerdì a tarda ora su RAI 2, quella dove c'è quel simpatico cristiano che si fa il segno della croce - qualcuno dei miei quattro lettori forse si ricorderà : ci feci un post a ottobre. E lui se l'è presa e mi ha querelata.
Era lui insomma il mio anonimo della telefonata famosa, non un emissario di Sanguineti come ingenuamente avevo creduto (noi blogger ci montiamo sempre la testa e pensiamo che i professori ci leggano. Invece ci leggono i soliti quattro gatti, un topo, e quelli che, non essendo chiarissimi professori certi dell'alloro, vanno su google a tastare il polso alla loro Fama).
Il gentile maresciallo che stamane mi ha comunicato la notizia ha detto che devo nominare un avvocato. Sono incerta tra Taormina e Ghedini.