CRITICA DELL'INTERFACCIA


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sabato, 31 dicembre 2005
classicamente

DIALOGO DI UN VENDITORE D'ALMANACCHI E DI UN PASSEGGERE

Venditore. Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi. Bisognano, signore, almanacchi?
Passeggere. Almanacchi per l'anno nuovo?
Venditore. Si signore.
Passeggere. Credete che sarà felice quest'anno nuovo?
Venditore. Oh illustrissimo si, certo.
Passeggere. Come quest'anno passato?
Venditore. Più più assai.
Passeggere. Come quello di là?
Venditore. Più più, illustrissimo.
Passeggere. Ma come qual altro? Non vi piacerebb'egli che l'anno nuovo fosse come qualcuno di questi anni ultimi?
Venditore. Signor no, non mi piacerebbe.
Passeggere. Quanti anni nuovi sono passati da che voi vendete almanacchi?
Venditore. Saranno vent'anni, illustrissimo.
Passeggere. A quale di cotesti vent'anni vorreste che somigliasse l'anno venturo?
Venditor. Io? non saprei.
Passeggere. Non vi ricordate di nessun anno in particolare, che vi paresse felice?
Venditore. No in verità, illustrissimo.
Passeggere. E pure la vita è una cosa bella. Non è vero?
Venditore. Cotesto si sa.
Passeggere. Non tornereste voi a vivere cotesti vent'anni, e anche tutto il tempo passato, cominciando da che nasceste?
Venditore. Eh, caro signore, piacesse a Dio che si potesse.
Passeggere. Ma se aveste a rifare la vita che avete fatta né più né meno, con tutti i piaceri e i dispiaceri che avete passati?
Venditore. Cotesto non vorrei.
Passeggere. Oh che altra vita vorreste rifare? la vita ch'ho fatta io, o quella del principe, o di chi altro? O non credete che io, e che il principe, e che chiunque altro, risponderebbe come voi per l'appunto; e che avendo a rifare la stessa vita che avesse fatta, nessuno vorrebbe tornare indietro?
Venditore. Lo credo cotesto.
Passeggere. Né anche voi tornereste indietro con questo patto, non potendo in altro modo?
Venditore. Signor no davvero, non tornerei.
Passeggere. Oh che vita vorreste voi dunque?
Venditore. Vorrei una vita così, come Dio me la mandasse, senz'altri patti.
Passeggere. Una vita a caso, e non saperne altro avanti, come non si sa dell'anno nuovo?
Venditore. Appunto.
Passeggere. Così vorrei ancor io se avessi a rivivere, e così tutti. Ma questo è segno che il caso, fino a tutto quest'anno, ha trattato tutti male. E si vede chiaro che ciascuno è d'opinione che sia stato più o di più peso il male che gli e toccato, che il bene; se a patto di riavere la vita di prima, con tutto il suo bene e il suo male, nessuno vorrebbe rinascere. Quella vita ch'è una cosa bella, non è la vita che si conosce, ma quella che non si conosce; non la vita passata, ma la futura. Coll'anno nuovo, il caso incomincerà a trattar bene voi e me e tutti gli altri, e si principierà la vita felice. Non è vero?
Venditore. Speriamo.
Passeggere. Dunque mostratemi l'almanacco più bello che avete.
Venditore. Ecco, illustrissimo. Cotesto vale trenta soldi.
Passeggere. Ecco trenta soldi.
Venditore. Grazie, illustrissimo: a rivederla. Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi.


Postato da: AnnaSetari a 14:15 | link | commenti (7) |
leopardi

venerdì, 30 dicembre 2005
in difesa della castità

Leggo in un articolo del New York Times di oggi, intitolato " While You Were Sleeping" (Mentre voi dormivate) alcune notizie che l'autore del pezzo, William Falk, ritiene di dover ricordare in fine d'anno ai suoi lettori, perché potrebbero esser loro sfuggite.
Fra le altre c'è questa che qui di seguito vi riporto in traduzione:

Ogni anno circa 500.000 donne nel mondo sviluppano un cancro alla cervice dell'utero. Negli USA questo male uccide annualmente circa 3.700 donne. Quest'anno gli scienziati hanno messo a punto un vaccino contro il papilloma virus, malattia che si trasmette per via sessuale e che è la causa principale del cancro alla cervice. Il vaccino ha prodotto il 100% di immunità nelle 6.000 donne che l'hanno assunto nell'ambito della sperimentazione. Appena il vaccino avrà ottenuto la licenza, dovrebbe essere somministrato a tutte le ragazze di 12 anni, hanno detto alcuni ufficiali sanitari. Ma il Family Research Council e altri gruppi sociali conservatori hanno giurato di opporsi a tale piano, anche se esso potrebbe virtualmente eliminare il cancro della cervice. Vaccinare ragazze contro una malattia a trasmissione sessuale, essi dicono, ridurrebbe l'incentivo ad astenersi dal sesso prematrimoniale.

Postato da: AnnaSetari a 09:36 | link | commenti (3) |

mercoledì, 28 dicembre 2005

"Adesso sarò io a dare a te qualcosa in cui credere. La mia età è esattamente di centouno anni, cinque mesi e un giorno."
"A questo non posso credere!" disse Alice.
"Non puoi?" disse la Regina in tono di compatimento. "Prova ancora: fai un respiro profondo, e chiudi gli occhi."
Alice rise. "È inutile provare," disse: "non si può credere a cose impossibili."
"Oserei dire che non ti sei molto esercitata," disse la Regina. "Quando avevo la tua età, io lo facevo per mezz'ora al giorno. A volte mi è capitato di riuscire a credere a ben sei cose impossibili prima di colazione."



Sto ascoltando alla radio in questi giorni Alice nel Paese delle Meraviglie nella traduzione e lettura di Aldo Busi.
Su Radio3 ogni mattina alle 9,30.

Postato da: AnnaSetari a 18:02 | link | commenti (1) |

martedì, 27 dicembre 2005
giorni di Natale di tre secoli fa. Pepys

1664

25 dicembre (giorno di Natale).

A lungo a letto parlando piacevolmente con mia moglie, e tra le altre cose, non so se di proposito o per caso, lei ha preso a chiedermi che cosa dovrebbe fare se per un qualche accidente io dovessi morire, alla qual cosa ho risposto in modo vago e leggero; ma dovrò fare buon uso di questo discorso e indurmi a dar una qualche sistemazione alle cose in suo favore, facendo testamento al più presto.
Poi, dopo alzato, in chiesa, dove il pastore Mills ha fatto un sermone piuttosto ordinario, quindi a casa, e ho pranzato con grande piacere in compagnia di mia moglie, e poi tutto il pomeriggio, prima a guardare dalla finestra i ragazzi che giocavano a vari giochi nel nostro cortile del retro - il che mi ha fatto ricordare i miei stessi anni passati - poi io ho cominciato a leggere a mia moglie la parte riguardante i globi [di un libro di astronomia] con grande piacere e utilità, poichè sarà piacevole per lei e per me che capisca queste cose. A sera in ufficio, dove sono rimasto fino a tardi a leggere Rushworth, che è una assai eccellente ricostruzione storica degli inizi dei recenti contrasti nel nostro regno; quindi a casa, a cena e a letto, con un senso di soddisfazione interiore.


27 dicembre.

Dopo alzato, in chiesa da solo, e poi a casa, a pranzare piacevolmente con mia moglie, godendo l’uno della compagnia dell’altro meglio, nel complessivo piacere reciproco che proviamo, di quanto pensiamo che faccia la maggior parte delle altre coppie. Poi dopo pranzo alla French church, ma siamo arrivati in ritardo, così siamo tornati indietro e andati alla nostra, dove ho dormito per tutto il sermone dello scozzese che predicava, poi a casa. A sera io e sir J.Minnes ci siamo incontrati da sir W. Pen per questioni riguardanti la Marina. A casa poi cena, discorsi, preghiere, e a letto.


(dai Diari di Pepys, che forse qualcuno qui ricorda)

Postato da: AnnaSetari a 11:34 | link | commenti (4) |
pepys

sabato, 24 dicembre 2005
segnalazione

C'è un blog molto bello da visitare: si chiama FLORILEGIUM. È nato in margine a una mostra multimediale che si tiene in questo periodo a Bergamo, "Incanto di tessuti. Trame di vita a Bergamo tra Sette e Ottocento". La mostra ha per oggetto la produzione tessile bergamasca e il mondo economico e culturale che la circonda. Sono esposti tessuti di pregio, abiti d'epoca preziosi, libri, ritratti, ma non solo questo.
Chi vuol saperne di più ,e soprattutto vuole divertirsi e curiosare scoprendo un'infinità di notizie sorprendenti e affascinanti, vada subito a visitare il blog FLORILEGIUM: resterà incantato.

Postato da: AnnaSetari a 16:07 | link | commenti (2) |

giovedì, 22 dicembre 2005
panettoni fuori tempo

I manifesti con l'immagine di Berlusconi, che campeggiano in tante piazze e vie ormai già da un mese, fanno l'effetto dei panettoni a settembre, dice il mio solito commensale.
In effetti è così, considerando l'anticipo con cui sono comparsi rispetto alla data delle elezioni. E però a me fanno pensare piuttosto ai panettoni che restano nei supermercati a febbraio; o, meglio, alle luminarie che attendono d'essere smontate nelle piazze dei paesi dopo la festa del patrono; o a quei vestiti in svendida di taglio e colore ormai irrimediabilmente fuori moda.
Quasi mi si stringerebbe il cuore, se non avessero un certo tocco iconografico che evoca i Paesi dell'Est prima della caduta del muro: lo sfondo vuoto con una bandiera sventolante e la figura del presidente che, lui solo felice ed entusiasta, saluta dall'alto le folle di passanti stretti dalle loro ansie, presi dai loro pensieri, misteriosi sotto le grosse sciarpe e gli scuri cappotti.

Postato da: AnnaSetari a 07:59 | link | commenti (12) |

mercoledì, 21 dicembre 2005

E ora che l'uomo è caduto ed è in brutte acque, chi lo difendeva a spada tratta qualche mese fa, già ha preso le distanze, dice di averci sempre avuto poco a che fare e gli volta le spalle.
Tutto secondo norme collaudate.

Postato da: AnnaSetari a 07:51 | link | commenti (3) |

martedì, 20 dicembre 2005
glossa

Fazio è stato un vistoso esempio contemporaneo del leopardiano "italiano di mondo".
Incurante e sprezzante fino all'estremo dell'opinione pubblica, nazionale e internazionale.

Intendeva riferirsi a lui il post di ieri.

Postato da: AnnaSetari a 13:28 | link | commenti (5) |

lunedì, 19 dicembre 2005
gli italiani di mondo

Corrono e si ripetono tutto giorno cento proverbi in Italia che affermano che non s’ha da por mente a quello che il mondo dice o dirà di te, che s’ha da procedere a modo suo non curandosi del giudizio degli altri, e cose tali.
Lungi che gl’italiani considerino (...) per la massima delle sventure la perdita o l’alterazione dell’opinion pubblica verso loro, e sieno pronti (...) a soffrire e sacrificar qualunque cosa piuttosto che incorrere anche a torto in questo inconveniente; essi non si consolano di cosa alcuna più di leggieri che della perdita eziandio totale (giusta o ingiusta che sia) dell’opinione pubblica, e stimano ben dappoco chi pospone a questo fantasma [cioè all'opinione pubblica] i suoi interessi e i suoi vantaggi reali (o quelli che così si chiamano nel linguaggio della vita), e chi non si cura d’incorrere per amor di quello in danni o privazioni vere, d’astenersi da piaceri, ancorché minimi, e cose tali.
Insomma niuna cosa, ancorché menomissima, è disposto un italiano di mondo a sacrificare all’opinion pubblica, e questi italiani di mondo che così pensano ed operano, sono la più gran parte, anzi tutti quelli che partecipano di quella poca vita che in Italia si trova.



Giacomo Leopardi, Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl’italiani.

Postato da: AnnaSetari a 13:41 | link | commenti (2) |
leopardi

domenica, 18 dicembre 2005

Chi semina vento raccoglie tempesta, dice un proverbio non privo di echi biblici che, non so perché, mi frulla per la testa proprio oggi con questo magnifico sole.
La prima pagina dei giornali non è avara di spunti per una sua possibile applicazione, ma mi paiono superflui ulteriori commenti. Nelle pagine interne l'occhio cade invece su un ennesimo delitto in famiglia: donna uccisa dal marito a bottigliate, nella sua villetta in provincia di Treviso.
"Hai letto?" mi chiede più tardi il mio commensale. E aggiunge: "Sono quelle villette da omicidio tutte in fila lungo una statale. Le vedi sempre poi nel TGR: un po' di cemento in mezzo al niente, un palo della luce e l'auto del vicino che sta nel tumulo accanto e ha più soldi di te."

Postato da: AnnaSetari a 14:02 | link | commenti (6) |

venerdì, 16 dicembre 2005
perorazione contro la pena di morte

Siamo in una Vienna immaginaria e i personaggi sono:

Angelo, severissimo, casto e piissimo reggente plenipotenziario in assenza del Duca.
Isabella, giovanissima novizia sul punto di prendere i voti, e sorella di un giovane, condannato a morte in seguito all'applicazione di una legge, lasciata precedentemente in disuso, che punisce il sesso fuori dal matrimonio.

Qui di seguito Isabella, la religiosa si reca dal reggente Angelo per chiedere la grazia per il fratello.

ISABELLA Proprio deve morire?
ANGELO Senza rimedio, ragazza.
ISABELLA Pure, io penso che potreste perdonarlo senza che il cielo né gli uomini abbiano da dolersi del vostro atto di clemenza.
ANGELO Non voglio.
ISABELLA Ma potreste, volendo?
ANGELO Quel che non voglio, non posso: capite?
ISABELLA Pure potreste - e senza far torto al mondo - quando fosse toccato il vostro cuore da quella stessa pietà che sente il mio per lui.
ANGELO Troppo tardi: la condanna è già stata pronunciata.
ISABELLA Troppo tardi? Oh no: se io dico una parola posso pure riprendermela. Credetemi: nessun simbolo dei potenti, né la corona al re, né la spada al viceré, né il bastone al maresciallo o la toga al giudice, conferiscono a loro una grazia più alta della clemenza. Se fosse stato lui al vostro posto e voi al suo, voi avreste mancato come lui: ma lui, nei vostri panni, non sarebbe mai stato così crudele.
............................
ANGELO Sprecate le parole. Vostro fratello è in mano della legge, e condannato.
ISABELLA Ahimé, ahimé, tutte le anime sono cadute, una volta, in peccato: ma Colui che più avrebbe potuto risentirsene, trovò invece il riscatto. Che sarebbe di voi, se Quegli che è il Sommo Giudice, dovesse giudicarvi per quel che siete? Oh, riflettete a questo, e la misericordia spirerà dalle vostre labbra d'uomo tutto nuovo.
ANGELO Rassegnatevi, bella fanciulla. La legge, non io, ha condannato vostro fratello. Mi fosse parente, fratello o figlio, sarebbe la stessa cosa. Deve morire. Domani.
ISABELLA Domani? Oh così presto? Salvatelo! Salvatelo! (...)O signore mio buono, riflettete: è mai stato mandato a morte qualcuno per questa colpa? Molti l'hanno commessa.
ANGELO La legge non fu mai morta; ha dormito a lungo, se mai. E non avrebbero, quei molti, osato offenderla, se il primo a infrangere gli editti avesse pagato con la vita il suo reato. Ora la legge è bene sveglia; annota i fatti e, come un profeta guardando nel suo specchio, vede quali mali futuri (concepiti o in concepimento per effetto di un'eccessiva remissione) devono essere bloccati nel loro sviluppo: e lì, dove si annunciano, essere subito bruciati.
ISABELLA Ma vi accadrà di sentirvi pietoso, qualche volta?
ANGELO Sì, e per lo più quando faccio giustizia; perché allora sento pietà verso quelli che non conosco; in quanto, negando loro il mio perdono oggi, li salvo dall'essere domani trascinati al delitto: - e mostro giustizia con chi, rispondendo oggi del suo reato, non vivrà più per commetterne un altro.Vostro fratello morirà domani. Rassegnatevi.
ISABELLA Oh, è un privilegio avere la forza di un gigante, ma è tirannia adoprarla da gigante.
(...) Se i grandi potessero tuonare come Giove stesso, Giove non avrebbe più pace, ché ogni ministro minimo, da nulla, gli empirebbe il cielo tuoni e nient'altro che tuoni. (...) L'uomo. L'orgoglioso uomo, ammantato di un'effimera autorità e che più ignora quello di cui è più certo, come una scimmia rabbiosa dà in così strane escandescenze al cospetto dell'alto cielo, da far piangere gli angeli - o se avessero una milza come noi diventerebbero mortali , morendo dal gran ridere.
....Scendete nel vostro petto, picchiate alla porta del vostro cuore, e domandategli se conosce anche lui qualcosa di simile alla colpa di mio fratello: e se riconosce in sé la capacità di cadere nella stessa colpa, allora non vi esca dalle labbra la parola "morte" contro quell'infelice.
ANGELO (tra sé) Ella parla con tanto senno che il mio se ne arricchisce. (A Isabella) Addio.
ISABELLA Gentile mio signore, non andate via.
ANGELO Rifletterò. Ritornate domani.


In realtà all'indomani, l'integerrimo cultore della legge proporrà alla bella suora di andare a letto con lui per avere in cambio la vita del fratello.

Questo è Shakespeare, naturalmente, in Misura per misura, Atto II, scena ii. Nella traduzione di Cesare Vico Lodovici (Einaudi 1964)

Postato da: AnnaSetari a 08:59 | link | commenti (10) |
shakespeare

giovedì, 15 dicembre 2005
indignarsi, ma con prudenza

Non sembra, carissimi, ma questo blog, che per numero di commenti mi lusingavo potesse fregiarsi d'essere per happy few, viene delibato col caffè del dopopranzo da molti vigili lettori.
Lo deduco dal fatto che solo presupponendo un buon numero di presenze, può darsi il caso che fra loro ci sia anche chi si prende la briga di procurarsi il mio numero di telefono (il mio nome è qui, apertamente dichiarato, sul mio blog) e telefonarmi in casa all'ora di cena per dire che mi denuncerà.
Doveva essere davvero molto indignato questo signore, perchè ha dimenticato nell'emozione di dire due cose: 1) il motivo per cui mi denuncerà, 2) il suo nome.

Per quanto riguarda il punto 1, faccio delle ipotesi:
a) il mio anonimo lettore potrebbe essere un cinefilo indignato per la mia ignoranza a proposito di Aigor e, ancor più, temo, per aver indicato una somiglianza tra il suddetto e Sanguineti.
b) l'anonimo potrebbe essere al contrario un fan di Sanguineti indignato per il paragone tra questi e Aigor.
Qualsiasi delle due fosse vera, sono pronta a dichiarare che si trattava di gioco e a fare le mie scuse agli interessati e ai loro fans.

Per quanto riguarda il punto 2, invece, non ci sono molte ipotesi da fare: il poveretto non vorrebbe che magari io poi gli telefonassi a mia volta, o con prudenza sottile gli facessi telefonare da qualche anonimo, all'ora di cena per supplicarlo di desistere, di avere pietà, di non volere sovraccaricare i già sovraccarichi tribunali con nuove futili denunce.

Postato da: AnnaSetari a 09:14 | link | commenti (19) |